Canzone creata su Melodia Regalo
Canzone personalizzata per FIGLI — così, senza motivo
Il testo
[Male vocal: warm full-bodied chest voice with natural vibrato on every sustained note, deep and enveloping, relaxed open throat, no twang, no nasal or pinched tone, no thin bright edge, no belting. The timbre must stay exactly the same in the chorus, the bridge and the outro as in the verses. Sing one short phrase at a time, full close at the end of every line — never rush, never speak-sing.]
[Inizio strumentale venti secondi]
[Intro Parlato]
Siamo cresciuti, con gli occhi incollati al soffitto,
ci hanno tolto la voce, ma il cuore è rimasto dritto.
Aspettando risposte, che non sono mai arrivate,
mentre fuori le ore, morivano già passate.
Ci hanno buttati da soli, in mezzo al mare,
dicendo soltanto, adesso impara a nuotare.
E noi galleggiamo sul marcio, di questo mondo spietato,
ci chiamano figli del vuoto, randagi senza un passato.
[Strofa uno]
Siamo cresciuti, con il cielo sbarrato,
senza un padre, a cui aver raccomandato.
Il futuro, i sogni, le nostre paure,
nelle case fredde, nelle notti dure.
Ci han detto, arrangiati, impara a nuotare,
in questo oceano di cose amare.
E giù, a cercare Dio, nel fondo di un bicchiere,
o negli occhi, di chi non sa cosa volere.
Bruciamo gli anni, come carta straccia,
la solitudine ci sputa in faccia.
E camminiamo fieri, sopra i nostri errori,
convinti che bastassero i nostri colori.
Ma i colori sbiadiscono, quando piove,
e cerchi un segno, che non arriva altrove.
[uno Intermezzo strumentale percussioni acustiche quindici secondi]
[Ritornello uno]
Siamo figli del vuoto, randagi nel buio,
che urlano al cielo, un lamento muto.
Senza una croce, senza una via,
a mendicare un briciolo, di grazia e di magia.
Ci han detto, il mondo è vostro, prendetelo tutto,
ma non ci han detto, quanto sa di marcio e di brutto.
Soli a lottare, contro i nostri fantasmi,
senza un miracolo, che ci salvi dagli spasmi.
[Parlato uno]
Siamo cresciuti, con gli occhi incollati al soffitto,
ci hanno tolto la voce, ma il cuore è rimasto dritto.
Aspettando risposte, che non sono mai arrivate,
mentre fuori le ore, morivano già passate.
Ci hanno buttati da soli, in mezzo al mare,
dicendo soltanto, adesso impara a nuotare.
E noi galleggiamo sul marcio, di questo mondo spietato,
ci chiamano figli del vuoto, randagi senza un passato.
[Strofa due]
Ho visto amici, vendere l'anima al blocco,
per un pezzo di pane, per un colpo allo specchio.
A cercare lassù, un raggio di sole,
ma c'erano solo, nuvole e parole.
E preghi nel buio, quando nessuno ti sente,
e speri che il nulla, diventi qualcosa di quente.
Ma l'eco rimbalza, contro le pareti,
dei nostri egoismi, e dei nostri divieti.
Siamo orfani di un regno, che non abbiamo visto,
a far la conta, di quel che s'è perso.
Eppure dentro resta, quella strana sete,
che non si spegne, con le cose che sapete.
Io alzo gli occhi, anche se son vuoti i cieli,
e cerco il senso, sotto questi veli.
[due Intermezzo strumentale percussioni acustiche quindici secondi]
[Ritornello due]
Siamo figli del vuoto, randagi nel buio,
che urlano al cielo, un lamento muto.
Senza una croce, senza una via,
a mendicare un briciolo, di grazia e di magia.
Ci han detto, il mondo è vostro, prendetelo tutto,
ma non ci han detto, quanto sa di marcio e di brutto.
Soli a lottare, contro i nostri fantasmi,
senza un miracolo, che ci salvi dagli spasmi.
[Bridge]
Ma questo grido, adesso rompe il muro,
diventa il faro, dentro questo scuro.
Non siamo, polvere da calpestare,
siamo la terra, che fa tremare.
Ci avete tolto il cielo, e le risposte,
lasciando solo, le finestre accostate.
Ma in questa stanza, senza più confini,
siamo ormai, rimasti liberi e vicini.
E allora tremi il mondo, e la sua fretta,
perché chi cade a terra, poi si riscatta.
[tre Intermezzo strumentale percussioni acustiche quindici secondi]
[Finale]
Alziamo i pugni, contro la tempesta,
l'ultimo round, di una vita che resta.
Siamo la luce, che nessuno spegne,
le cicatrici, sopra le tue insegne.
E corriamo veloci, verso il traguardo,
senza paura, senza voltare lo sguardo.
Siamo figli del vuoto, ma padroni del fuoco,
e questa vita, non è solo un gioco.
Figli del vuoto, nel buio fitto,
senza un indirizzo, col cuore trafitto.
Ma pronti a cambiare, questo destino,
lasciando il nostro grido, lungo il cammino.
[Chiusura strumentale trenta secondi]
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