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Canzone creata su Melodia Regalo

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Il testo

IERI E OGGI
Da bambino avevo il mondo dentro al finestrino,
e voi mi tenevate stretto, come fosse un destino.
Partivamo per il mare con la radio un po’ più forte,
e sembrava che la strada ci aprisse mille porte.
Avevate nelle mani la pazienza e la magia,
trasformavate ogni giorno in una piccola poesia.
Poi arrivò quel cane, con gli occhi pieni di cielo,
e io credevo fosse un dono caduto dal velo.
La sera, nel silenzio, mi inventavate una storia,
con draghi senza paura e castelli nella memoria.
Io chiudevo gli occhi piano, per non farla mai finire,
mentre il vostro amore mi insegnava a non temere.
E se cadevo a terra, mi bastava il vostro sguardo,
perché anche un giorno grigio diventava un po’ più chiaro.
Non sapevo che la felicità avesse il vostro nome,
lo capisco solamente adesso, mentre il tempo corre.

‘’Se potessi tornare a quella strada un’altra volta,
vi stringerei più forte prima di ogni porta.
Vi direi che siete stati il mio posto più sicuro,
la luce che mi ha accompagnato quando intorno era più buio.
E tutto l’amore che mi avete regalato,
ve lo restituirei moltiplicato.
Ma certi treni passano e non tornano alla stazione,
così vi tengo vivi dentro questa canzone’’.

Adesso siete lontani, oltre il cielo e le stagioni,
e io vi cerco ancora dentro vecchie fotografie e canzoni.
Vorrei sedermi accanto a voi, senza più guardare l’ora,
e dirvi: “Adesso tocca a me, lasciate che vi ami ancora.”
Vi porterei nei posti che da piccolo immaginavo,
vi regalerei ogni alba che da voi ricevevo.
Vorrei vedervi ridere senza il peso degli anni,
con il vento tra i capelli e il sole sopra i panni.
Vi prenderei per mano come facevate con me,
per farvi sentire amati come non avete mai smesso di fare.
E forse vi racconterei io una favola prima di dormire,
inventando un cielo nuovo dove niente può finire.
Direi alla notte di fermarsi un poco più in là,
perché per una volta il tempo non ci porterà via.
Ma la vita non fa sconti, nemmeno ai sogni più belli,
e restano nel cuore i nostri abbracci più veri.

Vi porterei su un’isola lontana dal rumore,
dove il mare cura piano le ferite del cuore.
Ci sarebbe una spiaggia bianca e il cielo tutto intero,
e voi di nuovo giovani sotto un sole leggero.
Vi lascerei al tramonto con i piedi dentro al mare,
mentre il vento vi accarezza senza farvi più invecchiare.
E direi: “Restate qui, che il mondo può aspettare”,
perché per una volta vorrei essere io a farvi sognare.
+
Su quell’isola deserta vi costruirei una casa,
con una porta sempre aperta e nessuna giornata sprecata.
Avrei un cane sulla spiaggia e mille stelle sopra noi,
e tutte le favole che mi avete dato ve le racconterei poi.
Vi restituirei l’estate, la strada, il mare e la mia mano,
ogni sorriso che avete acceso quando ero ancora bambino.
Ma quell’isola esiste solo dove il cuore sa arrivare,
ed è un sogno che mi resta, perché non vi posso più riportare.

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