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Canzone creata su Melodia Regalo

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Il testo

[Strofa uno]
LA MIA VITA
Nel primo blu che accende il mattino,
la quercia ascolta il mondo vicino,
ha nelle vene la voce del tempo,
radici profonde, più forti del vento.
Sotto la pelle del muschio bagnato,
vive ogni ieri che non ho scordato,
frasi sospese, promesse smarrite,
mani che il tempo ha lasciato svanite.
Hanno inciso il suo cuore di legno,
rotto i suoi rami, sfidato il suo regno,
scambiando il rancore per forza vitale,
senza capire che il male fa male.
Ma lei resta in piedi, non perde il suo centro,
si piega alla furia, non cede al tormento,
dalla neve ha imparato ad aspettare,
dal vento il segreto di sapersi piegare.
Ogni ferita le veste la pelle,
cicatrici profonde, più dure di stelle,
e il buio le insegna, nel cuore della notte,
che anche le ombre si arrendono, rotte.

‘’E questa è la vita, una luce nel vento,
un cuore che cambia, ma resta contento,
si cade, si perde, si impara a restare,
si rompe il silenzio, si torna a sognare.
Come la quercia che sfida il destino,
come un fiume che cerca il suo cammino,
finché c'è una scintilla nascosta nel cuore,
nessuna ferita cancella l'amore.’’

Io invece sono acqua che non sa restare,
un fiume inquieto che vuole arrivare,
da ragazzo correvo senza una direzione,
con il fuoco negli occhi e il caos nel polmone.
Sfido le pietre, le vette, il rumore,
credevo che vincere fosse valore,
ora la corrente si muove più piano,
con mille ricordi stretti nella mano.
Porto foglie, volti, stagioni e addii,
messaggi mai scritti, gli ultimi giorni,
e il mare mi chiama, mi aspetta laggiù,
dove ogni confine non esiste più.
La mia meta è divina, non chiede perché,
forse è la fine, forse il meglio di me,
e quando quell'onda mi avrà accolto in sé,
non sarò più soltanto quello che c'è.

‘’ E lasciami andare, lasciami andare,
come una preghiera che impara a volare,
se il corpo si perde nell'immensità,
l'anima forse non finirà.
Sarà sale sulle labbra del mare,
sarà un'onda che torna a cantare,
sarà un respiro nel vento che va,
una voce che il tempo non cancellerà.
E tu, vecchia quercia, rimani lassù,
con gli occhi rivolti a un cielo più blu,
più antica del pianto, più forte del male,
custode di un sogno che sembra immortale.
Perché essere forti non vuol dire restare,
né chiudere il cuore per non sanguinare,
ma attraversare la notte più nera,
tenendo una luce accesa dentro di sé, sincera.
E se questa vita è soltanto un passaggio,
se ogni addio nasconde un nuovo viaggio,
sarò acqua, sarò vento, sarò libertà,
finché dentro il mio cuore la luce vivrà.’’

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