Canzone creata su Melodia Regalo
Canzone personalizzata per MATRICOLA — così, senza motivo
Il testo
MATRICOLA settecentottantasette
[Strofa uno]
Timbro il cartellino MATRICOLA settecentottantasette ed entra la paura, in questo labirinto di finta trasparenza.
Dietro la scrivania la vostra dicitura: "Il personale opera con la massima cura".
Ma dentro queste mura c’è una legge scura. Un codice non scritto fatto di obbedienza e sciacallaggio.
I padroni ti accolgono con lame di seta, pronte a tranciarti al primo volere.
Se provi a respirare fuori dalla misura, scatta la punizione, scatta la penitenza.
Mi avete tolto i compiti, svuotato la mansione, isolato in un angolo a guardare la parete.
Privato di ogni dignita’, ogni felicita’, ogni serenita’.
Chiamatelo mobbing, "riorganizzazione" Io lo chiamo il veleno di cui vi nutrite, di cui vi appagate,
sulla pelle della povera gente, costretta a piegarsi.
[Ritornello]
Siete un Ente supremo, una sigla di Stato, che cancella la faccia di chi ha rinunciato.
Un castello di carta con i piedi di ferro, che trasforma un lavoro in un piccolo inferno.
Ma la dignità non si firma in un contratto, non sono una pratica, non sono un faldone.
Potrete anche vincere il primo verdetto, ma non piegherete la mia direzione.
[Strofa due]
Timbro il cartellino MATRICOLA settecentottantasette ed entra la paura, in questo labirinto di finta trasparenza.
Arrivano le mail con le note di demerito, ostentate da calugne e diffamazioni.
Firmate da un computer senza una firma umana, un provvedimento, un trasferimento che trovo generico,
Ma serve a colpire il mio essere.
I colleghi si girano, guardano il pavimento, hanno famiglie a casa, nessuno vuol rischiare.
QueI silenzio corregge ogni vostro sopruso, il silenzio è il cemento che vi fa campare.
Io che ho creduto al servizio del pubblico, ora mi trovo davanti a un carnefice pubblico.
[Ponte - Crescendo musicale]
E chiedi un colloquio? "La direzione è assente". Fai un ricorso? "La pratica è pendente".
Segnali l'abuso? "Lei è un dipendente insolente".
Schiacciato dal peso di un intero sistema, che premia chi striscia e punisce chi pensa.
Ma la sedia che occupi non ti rende eterno, il potere che usi è un rifugio precario.
[Ritornello]
Siete un Ente supremo, una sigla di Stato, che cancella la faccia di chi ha rinunciato.
Un castello di carta con i piedi di ferro, che trasforma un lavoro in un piccolo inferno.
Ma la dignità non si firma in un contratto, non sono una pratica, non sono un faldone.
Potrete anche vincere il primo verdetto, ma non piegherete la mia direzione.
[Outro]
Timbro il cartellino MATRICOLA settecentottantasette, la luce si spegne, l'ufficio resta vuoto.
Il vostro potere è un gigante di fango.
Io esco a testa alta, voi restate dentro nella vostra smisurata vergogna.
Timbro il cartellino MATRICOLA settecentottantasette, la luce si spegne, l'ufficio resta vuoto.
Il vostro potere è un gigante di fango.
Io esco a testa alta, voi restate dentro nella vostra smisurata vergogna.
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