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Canzone creata su Melodia Regalo

Canzone personalizzata per ECO — così, senza motivo

Il testo

[Male vocal: voce prettamente maschile, coro all'occorrenza, nessuna voce femminile. Warm full-bodied chest voice, natural vibrato on sustained notes, deep and enveloping, no twang, no nasal, pinched, thin or belted tone. Same timbre in chorus, bridge and outro as in verses, never rise in register. Sing one short phrase at a time, full close at end of every line, never rush, never speak-sing.]

[Inizio strumentale epico - 40 secondi]
[trombe - tromboni - corni francesi - chitarra elettrica - basso elettrico - batteria - percussioni addizionali - pianoforte acustico - violini - viole - violoncelli - contrabbassi - flauti traversi]
[Intro Parlato]
Prima che il tempo avesse un nome.
Il silenzio era assoluto.
L’universo pendeva nel buio muto.
La terra girava orfana, di luce e speranza.
Schiacciata dalle colpe, nella notte più profonda.
Secoli di imperi, guerre, lacrime e regnanti.
A gridare verso un cielo, sordo ai cuori dei passanti.
Ma lassù, dove la luce acceca, gli angeli nel trono.
Si compiva nel mistero, un disegno di perdono.
Non un fulmine di guerra, non un patto di terrore.
Ma un atto di folle, incontenibile amore.
L’Infinito ha guardato, questo nostro immenso niente.
Ha scelto di abitare, tra la polvere e la gente.
Immaginate il Creatore, che rinuncia alla corona.
Colui che accende il sole, e alle galassie, il moto dona.
Ha ristretto l'universo, in un fragile respiro.
Senza carri di fuoco, o legioni d'ira in giro.
Ha scelto la carne, il pianto di un bambino.
Legando l'eterna gloria, al nostro cammino.
In quella stalla umile, la storia si è spezzata.
La divinità nel fango, si è infine rivelata.
Le mani che han plasmato, le montagne più profonde.
Stringevano la paglia, mentre il cielo si confonde.
Tremino i palazzi, dei potenti della terra.
L’abisso è cancellato, per l'intera umanità.
L’architetto del cosmo, ormai è uno di noi.
Luce da luce, sceso a salvare i giorni tuoi.
Ascoltate l'eco, che cancella l'oscurità.
il Re dell'aurora, cammina qui, nell'eternità.
[ottoni, archi, chitarra, basso, batteria, percussioni]
[Strofa 1]
Il tempo era un cerchio, di sabbia e di pietra.
La notte stringeva, la terra sfinita.
Nessun segno in cielo, nessuna cometa.
Soltanto l’attesa, di un soffio di vita.
Ma un fremito scuote, le fondamenta del mondo.
Un lampo invisibile, squarcia il profondo.
[Strofa 2]
Non scende un guerriero, con sguardi di fiamme.
Non crollano i troni, dei vecchi regnanti.
L’Immenso si contrae, nel pianto di un bimbo.
Il Verbo si fa carne, tra i nostri frammenti.
L’infinito confina, in due mani di cera.
Comincia la storia, finisce la sera.
[ottoni, archi, chitarra, basso, batteria, percussioni]
[Ritornello 1]
Il Cielo si piega, la terra risponde.
La luce trafigge, l’oscurità delle onde.
Non è più silenzio, la notte è sovrana.
L’eterno cammina, sulla polvere umana.
Gridate dai monti, spezzate le catene.
Il Re dell’aurora, è quaggiù che conviene.
L'Amore è disceso, il tempo si arrende.
[Strofa 3]
Tremano i re, nei palazzi di marmo.
Perché la potenza, non veste l'oro.
Cammina scalzo, lo sposo del mondo.
Il suo primo grido, cancella il pianto.
La storia si spacca, si apre un sentiero.
L'uomo mortale, abbraccia il mistero.
[ottoni, archi, chitarra, basso, batteria, percussioni]
[Ritornello 2]
Il Cielo si piega, la terra risponde.
La luce trafigge, l’oscurità delle onde.
Non è più silenzio, la notte è sovrana.
L’eterno cammina, sulla polvere umana.
Gridate dai monti, spezzate le catene.
Il Re dell’aurora, è quaggiù che conviene.
L'Amore è disceso, il tempo si arrende.
[ottoni, archi, chitarra, basso, batteria, percussioni]
[Bridge]
Trema la terra, il cielo si piega.
La luce trafigge, la notte più cieca.
Spezza le ombre, l’eterno splendore.
L’universo si arrende, a un atto d’amore.
Luce da luce, la forza dei giusti.
Il verbo è disceso, a salvare i tuoi giorni.
Osanna nell’alto, ma il fango lo tocca.
Il soffio di Dio, si fa voce di bocca.
Dai confini del cosmo, alla terra che trema.
Il tempo s'inchina, davanti al poema.
Il principio e la fine, si fondono qui.
La notte è svanita, la storia iniziò così.
[ottoni, archi, chitarra, basso, batteria, percussioni]
[Finale]
Sorge l'alba, sul mondo redento.
Un brivido corre, sul filo del vento.
L'antico silenzio, rinasce nel canto.
Il fango della terra, sorpassa il suo pianto.
Il Re della Gloria, non veste la spada.
Ma illumina il fango, di ogni contrada.
Un battito umano, percuote l'immenso.
Al buio dei secoli, restituisce il senso.
Disceso dal trono, di astri e galassie.
Raccoglie, le nostre speranze rimaste.
Non siamo più soli, la nebbia è svanita.
La carne mortale, risveglia la vita.
Gridate alle valli, gridate alle onde.
La voce del padre quaggiù corrisponde.
Abbiate il coraggio, di alzare lo sguardo.
Il tempo ha raggiunto, il suo ultimo traguardo.
Un bimbo ha spezzato, l'eterno rigore.
Il cosmo è sconvolto, da questo splendore.
Alleluia, alleluia, mio eterno, Signore.
[Chiusura strumentale epico - 50 secondi]

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