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Canzone creata su Melodia Regalo

Canzone personalizzata per ATLANTE — così, senza motivo

Il testo

[Spoken word - a cappella, NO instruments, complete silence behind the voice]
Otto miliardi di passi sullo stesso binario, un pianeta distratto che gira al contrario.
Le luci dei grattacieli sembrano costellazioni, ma sotto l'asfalto tremano le nostre intenzioni.
Compriamo il tempo con la carta di credito, in cerca di un miracolo che sia fotogenico.
E la terra respira sotto i colpi di tosse, mentre tracciamo confini sulle mappe già rosse.
[Strofa uno]
Guardando giù da questo tetto di lamiere il traffico sembra una scia di fiammiferi accesi.
La notte inghiotte le paure e le incertezze, lasciando i sogni sopra i fili del telefono appese.
C'è chi rincorre un treno che non parte mai e chi ha una borsa piena solo di rimpianti.
Voliamo sul mondo, senza fare rumore, come foglie d'autunno che non vogliono cadere.
Ci tuffiamo nel fondo di questo baccano, mentre l’aria ci stringe la mano.
[Ritornello uno]
Eppure da qui la gravità sembra un'opinione, siamo gocce di pioggia nella grande alluvione.
Guarda lo specchio, dimmi cosa rimane, se il mondo intero ha fame.
Siamo polvere d'oro dentro un vento di fretta, meraviglia e rovina, la tempesta perfetta.
Il cielo si accende e la notte si placa, questo mondo che gira, lasciando una riga.
[Spoken word - a cappella, NO instruments, complete silence behind the voice]
Atlante di cemento, compriamo il tempo con la carta di credito, in cerca di un miracolo che sia fotogenico.
L’illusione cresce , dove la strada sembra suadente, ma l’intreccio ti attende, dove non vedi il malvivente.
[Strofa due]
Ci sono mari di plastica e deserti d'affetto, un algoritmo che ci dice cos'abbiamo nel petto.
Ma poi vedi un bambino che stringe una mano, il rumore del traffico che sembra lontano.
Siamo l'unica specie che distrugge il suo nido, per poi urlare nel vuoto e chiamarlo in un grido.
Ma la terra non sente, ci guarda lasciandoci passare, saggia e indifferente.
[Ritornello due]
Eppure da qui la gravità sembra un'opinione, siamo gocce di pioggia nella grande alluvione.
Guarda lo specchio, dimmi cosa rimane, se il mondo intero ha fame.
Siamo polvere d'oro dentro un vento di fretta, meraviglia e rovina, la tempesta perfetta.
Il cielo si accende e la notte si placa, questo mondo che gira, lasciando una riga.
[Spoken word - a cappella, NO instruments, complete silence behind the voice]
Atlante di cemento, compriamo il tempo con la carta di credito, in cerca di un miracolo che sia fotogenico.
L’illusione cresce , dove la strada sembra suadente, ma l’intreccio ti attende, dove non vedi il malvivente.
[Bridge]
E gridalo forte a chi non vuole sentire, che siamo nati per vivere, non solo per morire.
Tra un oceano che sale e un inverno che tarda, c'è un'umanità intera che ancora ci guarda.
Siamo i custodi di un segreto bellissimo, fragili atomici, all'ultimo brivido.
[Outro]
E gira, gira, gira, questa giostra di fuoco e di vetro che ci spinge in avanti e non ci lascia tornare indietro.
Il tempo passa e scorre veloce, ogni attimo, il suo attimo, che non tornera’ mai piu’, solo un ricordo.
Sullo stesso binario, sullo stesso treno, ma basta un secondo, per cambiare il diario.
[Spoken word - a cappella, NO instruments, complete silence behind the voice]
Sullo stesso binario, sullo stesso treno, ma basta un secondo, per cambiare il diario.
Sullo stesso binario, sullo stesso treno, ma basta un secondo, per cambiare il diario.
L’Atlante di cemento.
[Instrumental outro - music only, no vocals, strings fading out for several seconds]

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