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Canzone creata su Melodia Regalo

Canzone personalizzata per IL — così, senza motivo

Il testo

[Male vocal: warm full-bodied chest voice with natural vibrato on every sustained note, deep and enveloping, relaxed open throat, no twang, no nasal or pinched tone, no thin bright edge, no belting. The timbre must stay exactly the same in the chorus, the bridge and the outro as in the verses. Sing one short phrase at a time, with a full close at the end of every line - never rush, never speak-sing.]
[Inizio strumentale di archi e pianoforte trenta secondi]
[Parlato uno con musica ecclesiale e cori evangelici]
Il freddo, di quelle trenta monete.
Ma non è l'oro che luccica, no.
L'argento ha un altro colore, il colore della luna d'inverno.
Il colore delle cose morte.
Trenta, le ho contate tutte, sul tavolo di marmo del Sinedrio.
Ogni rintocco era un chiodo, ma io non lo sapevo.
Pensavo di essere furbo, pensavo di costringerlo a reagire.
A mostrare la sua forza, a scendere dal cielo, con una legione di angeli.
Volevo un re di fuoco e di spada, invece ho comprato solo silenzio.
Tradendo il divino, fattosi carne, per la redenzione del mondo intero.
Le ho messe nella borsa di stoffa, e in quel momento è iniziato il freddo.
Un freddo strano, che non viene dal vento della notte.
Viene da dentro, ti entra nella pelle, ti gela le dita.
Ho provato a stringerle, per sentire il calore del metallo.
Ma quelle maledette trenta monete, stavano ghiacciando il mio sangue.
E poi il Getsemani.
Il buio degli ulivi, le torce dei soldati, che bruciavano l'aria.
Lui era lì, sapeva tutto, e mi sono avvicinato.
Le gambe pesavano come piombo, ma dovevo farlo, il patto era firmato.
Gli ho poggiato le labbra sulla guancia.
Un bacio, il bacio del tradimento.
Il gesto più dolce dell'uomo, trasformato nell'arma del boia.
La cosa più terribile era la sua pelle calda, terra viva e pulsante.
Mentre le mie labbra, erano già polvere e ghiaccio.
Amico, mi disse, con un bacio tradisci il Figlio dell'uomo.
Non mi ha gridato contro, non mi ha maledetto.
Se mi avesse colpito, forse avrei sopportato il peso.
Ma quel perdono nei suoi occhi, quel perdono mi ha distrutto.
Sono corso via, sono tornato da loro, dai maledetti sacerdoti.
Ho preso la borsa, e ho scaraventato l'argento sulla terra del tempio.
Volevo che riprendessero il loro freddo, il loro sacrilegio.
Volevo indietro la mia anima.
Ho peccato, tradendo sangue innocente, ho urlato.
E loro, una risata, solo una risata, a noi che importa, pensaci tu.
Ora sono qui, da solo, nel mio sgomento.
Le monete sono sparse sulla terra, ma il loro freddo, è rimasto dentro di me.
Non se ne va, mi guardo le mani e vedo solo buio.
Vedo quell'albero, là in fondo, che mi aspetta.
Lui muore per salvare il mondo, e io muoio per avergli dato un bacio.
Per quelle trenta monete maledette.
[Strofa uno]
Passi leggeri, sopra la polvere dell'orto,
ogni respiro, scava un fossato nel mio petto.
Ho camminato al tuo fianco, ho visto la luce,
ma stasera, la mia mente è una gabbia che conduce.
A un bacio di tenebra, a un patto firmato,
all'istante esatto, in cui mi sono condannato.
Cercavo un re, che spezzasse le catene,
e invece stringo in mano, solo le mie pene.
Le dita tremano, dentro la borsa di stoffa,
mentre il silenzio della notte, mi soffoca.
Sento il metallo che urta, che suona, che grida,
la melodia sporca, di una mente che sfida.
Il cielo e la terra, l'amore e la fede.
Ma un uomo che dubita, alla fine a cosa crede.
Ho guardato i tuoi occhi, mentre alzavo la mano,
e in quel preciso momento, sono diventato un estraneo.
[uno Intermezzo con musica ecclesiale e cori evangelici - venti secondi]
[Ritornello uno]
Quelle trenta monete, non comprano il pane,
sono trenta catene, che mi strappano il cuore.
Suonano a festa, per il sangue di un giusto,
ma lasciano in bocca, soltanto il disgusto.
Argento che brucia, argento che pesa,
ho venduto il Maestro, ho spento l'attesa.
E ora che il prezzo, del bacio è pagato,
scopro che il mondo, mi ha già dimenticato.
[Strofa due]
Il sinedrio ride, la folla già urla il tuo nome,
io cerco un rifugio, una giustificazione.
Ho peccato, ho gridato, lanciando quel prezzo,
sul marmo del tempio, nel pianto e nel disprezzo.
Ma l'oro non torna indietro, la storia è già scritta,
la mia stessa ombra, stasera mi affligge e mi flitta.
Non c'è sorgente, che lavi questo fango,
mentre da solo, nel buio, rimango.
[due Intermezzo con musica ecclesiale e cori evangelici - venti secondi]
[Ritornello due]
Quelle trenta monete, non comprano il pane,
sono trenta catene, che mi strappano il cuore.
Suonano a festa, per il sangue di un giusto,
ma lasciano in bocca, soltanto il disgusto.
Argento che brucia, argento che pesa,
ho venduto il Maestro, ho spento l'attesa.
E ora che il prezzo, del bacio è pagato,
scopro che il mondo, mi ha già dimenticato.
[tre Intermezzo con musica ecclesiale e cori evangelici - venti secondi]
[Parlato due con musica ecclesiale e cori evangelici]
Ho peccato, tradendo sangue innocente, ho urlato.
E loro, una risata, solo una risata, a noi che importa, pensaci tu.
Ora sono qui, da solo, nel mio sgomento.
Le monete sono sparse sulla terra, ma il loro freddo, è rimasto dentro di me.
Non se ne va, mi guardo le mani e vedo solo buio.
Vedo quell'albero, là in fondo, che mi aspetta.
Lui muore per salvare il mondo, e io muoio per avergli dato un bacio.
Per quelle trenta monete maledette.
[tre Intermezzo con musica ecclesiale e cori evangelici - venti secondi]
[Bridge - Finale]
Un albero spoglio, mi guarda da lontano,
la corda è già pronta, il destino è sovrano.
Tu muori, per dare la vita a ogni uomo,
ma per chi ti ha venduto, non ci sarà mai perdono.
Il vento risponde, col sibilo dei vinti,
siamo fili d'erba, dai rimorsi spinti.
Trenta pezzi di metallo sulla terra,
mentre l'anima mia, perde la sua guerra.
Il buio inghiotte, l'ultimo mio respiro,
in questo cerchio eterno, in cui mi giro.
Ho cercato la luce, ma ho scelto la sera,
scompare la carne, si spegne la cera.
[Chiusura strumentale di archi e pianoforte, con cori evangelici - quaranta secondi]

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