Canzone creata su Melodia Regalo
Canzone personalizzata per PIETRE — così, senza motivo
Il testo
[Male vocal: warm full-bodied chest voice with natural vibrato on every sustained note, deep and enveloping, relaxed open throat, no twang, no nasal or pinched tone, no thin bright edge, no belting. The timbre must stay exactly the same in the chorus, the bridge and the outro as in the verses. Sing one short phrase at a time, full close at the end of every line — never rush, never speak-sing. Generous rests between lines, the vocal never crams syllables together.]
[Inizio strumentale - venti secondi]
[Parlato uno]
Guardali.
Quei tavoli lunghi, dove nessuno si parla più.
Prigionieri del proprio schermo, mentre il cuore resta fermo.
Chiamala casa, se vuoi, è solo una scatola fredda.
Un posto, dove chi ama, diventa un estraneo qualunque.
Uno tra i tanti, passanti con cuori distanti.
[Strofa uno]
Tavoli lunghi,
dove non si parla,
la luce dello schermo,
che ci addormenta.
L'anima è prigioniera,
in questa gabbia,
e ogni contatto umano,
si frammenta.
La casa,
è solo una scatola fredda,
dove chi ama,
è un estraneo che affonda.
Non si chiede,
più come stai la sera,
le parole pronte,
a scoppiare per terra.
L'abbraccio di un padre,
diventa un'idea,
un ricordo,
che si frammenta e si crea.
[uno Intermezzo strumentale percussioni acustiche quindici secondi]
[Ritornello uno]
Non c'è amore,
per chi ci ha cullato,
non c'è amore,
per l'uomo lasciato.
Siamo isole perse,
nel mare del nulla,
dove l'orgoglio,
ferisce e trastulla.
Ci muoviamo,
con pietre al posto del cuore,
indifferenti al dolore,
sordi a ogni stupore.
La nostra sfilata,
è diventata cieca,
mentre ogni scintilla,
di umanità si spreca.
[Parlato due]
Guardali.
Quei tavoli lunghi, dove nessuno si parla più.
Prigionieri del proprio schermo, mentre il cuore resta fermo.
Chiamala casa, se vuoi, è solo una scatola fredda.
Un posto, dove chi ama, diventa un estraneo qualunque.
Uno tra i tanti, passanti con cuori distanti.
[Strofa due]
Fuori dalla porta,
il vicino che affonda,
chiudiamo le tende,
per non guardare l'onda.
Se un uomo,
rimane a terra, nessuno si volta,
rendendoci spietati,
mentre inizia la rivolta.
Ci specchiamo,
solo nel nostro successo,
dimenticando il sangue,
il legame più puro.
Ogni riflesso,
diventa un compromesso,
mentre l'orgoglio,
si scontra con il muro.
Chi ci ama,
è un intralcio al progresso,
come un ostacolo,
davanti al nostro futuro.
[due Intermezzo strumentale percussioni acustiche quindici secondi]
[Ritornello due]
Non c'è amore,
per chi ci ha cullato,
non c'è amore,
per l'uomo lasciato.
Siamo isole perse,
nel mare del nulla,
dove l'orgoglio,
ferisce e trastulla.
Ci muoviamo,
con pietre al posto del cuore,
indifferenti al dolore,
sordi a ogni stupore.
La nostra sfilata,
è diventata cieca,
mentre ogni scintilla,
di umanità si spreca.
[Parlato tre]
E ancora, guardali.
Quei tavoli lunghi, dove nessuno si parla più.
Prigionieri del proprio schermo, mentre il cuore resta fermo.
Chiamala casa, se vuoi, è solo una scatola fredda.
Un posto, dove chi ama, diventa un estraneo qualunque.
Uno tra i tanti, passanti con cuori distanti.
[tre Intermezzo strumentale percussioni acustiche venticinque secondi]
[Bridge - Finale]
Alla fine restiamo qui,
contando le nostre macerie,
con le pietre al posto del cuore,
indifferenti al dolore.
Sordi a ogni chiamata,
sordi a ogni stupore.
Accumulato successi,
e cancellato i volti,
scavando trincee profonde,
tra vivi e sepolti.
Ci siamo specchiati,
fino a perdere il nome,
dimenticando il sangue,
la carne e il calore.
Solo ghiaccio nelle stanze,
solo specchi ed ambulanze.
Resta solo l'ombra di noi,
tra i rimpianti che spegnerai poi.
[Chiusura strumentale - trenta secondi]
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