Canzone creata su Melodia Regalo
Canzone personalizzata per CIELI — così, senza motivo
Il testo
[Male vocal: warm full-bodied chest voice with natural vibrato on every sustained note, deep and enveloping, relaxed open throat, no twang, no nasal or pinched tone, no thin bright edge, no belting. The timbre must stay exactly the same in the chorus, the bridge and the outro as in the verses. Sing one short phrase at a time, full close at the end of every line — never rush, never speak-sing.]
[Inizio strumentale venti secondi]
[Intro Parlato]
Mentre questa città, sputa le sue ore.
In questa periferia, senza colore.
Hanno spento, le insegne delle stazioni.
Siamo figli, di troppe promesse e illusioni.
Gridiamo forte, senza fare rumore.
Aspettando che il buio, diventi un chiarore.
Con le mani graffiate, da questo cemento.
O che un passo, ci porti lontano dal vento.
[Strofa uno]
Cammino per strada, con le ginocchia stanche.
E le speranze, ridotte a poche bianche.
Ma non c'è traccia, in questo vento.
Di quel futuro, che sognavo un tempo.
Ci hanno insegnato, a stringere i denti.
Ascoltando i rimproveri, dei più potenti.
Senza chiedere, cosa c'è oltre il muro.
E a camminare, in un futuro scuro.
A fare i conti, con i giorni spenti.
E con i sogni, ormai sbiaditi e assenti.
Poggiando la schiena, a un freddo muro.
Aspetto che passi, questo tempo duro.
[uno Intermezzo strumentale percussioni acustiche quindici secondi]
[Ritornello uno]
E restiamo qui, sotto cieli di cemento.
A contare i giorni, che porta via il vento.
Senza un altrove, senza una preghiera.
A farci compagnia, la notte intera.
Dicci se c'è un posto, per chi ha perso la via.
Per chi ha smarrito, ogni bussola e magia.
O se siamo, solo polvere e silenzio.
In questo vuoto, del tutto immenso.
[Parlato uno]
Mentre questa città, sputa le sue ore.
In questa periferia, senza colore.
Hanno spento, le insegne delle stazioni.
Siamo figli, di troppe promesse e illusioni.
Gridiamo forte, senza fare rumore.
Aspettando che il buio, diventi un chiarore.
Con le mani graffiate, da questo cemento.
O che un passo, ci porti lontano dal vento.
[Strofa due]
Ho visto chiese, con le porte chiuse.
Ho visto anime, e vite deluse.
Statue di marmo, bagnate di pioggia.
Mentre la notte, inghiottisce e poggia.
C'è un eco lontano, che ritorna.
Ma il frastuono, che si aggiorna.
Di una voce antica, che quasi scordavo.
Cancella il segno, di quel che cercavo.
E allora rimango, con la mia misura.
Senza una mano, che mi curi la paura.
A camminare, in questo esilio amaro.
Senza un porto sicuro, senza un faro.
[due Intermezzo strumentale percussioni acustiche quindici secondi]
[Ritornello due]
E restiamo qui, sotto cieli di cemento.
A contare i giorni, che porta via il vento.
Senza un altrove, senza una preghiera.
A farci compagnia, la notte intera.
Dicci se c'è un posto, per chi ha perso la via.
Per chi ha smarrito, ogni bussola e magia.
O se siamo, solo polvere e silenzio.
In questo vuoto, del tutto immenso.
[Bridge]
Ho le tasche piene, di domande mute.
Tra le strade, strette e sconosciute.
E un nome, che non so invocare.
Dove nessuno, sembra più aspettare.
Lasciaci un segno, prima del mattino.
Un filo d'oro, dentro il nostro cammino.
O spegni la luce, di questo destino.
[tre Intermezzo strumentale percussioni acustiche quindici secondi]
[Finale]
Cieli di cemento, il silenzio nel vento.
Che consuma, ogni singola traccia del tempo.
Rispondi se ci sei, o se non ci sei mai.
In questo vuoto, da sola, non ce la farai.
Adesso e domani, per sempre volerai.
[Chiusura strumentale trenta secondi]
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