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Il testo

FIGHT THE POWER

Palazzi alti, porte chiuse,
noi coi problemi, voi con le scuse.
Parlate difficile per non farci capire,
ma quando arriva il conto siamo noi a pagare e soffrire.

Tu parli di crescita, io guardo l'affitto,
lo stipendio finisce prima del venti del mese, è già scritto.
La spesa costa il doppio, la benzina sale,
e per curarti devi sperare di stare bene e non stare male.

Contratti a termine, turni fino a tardi,
trent'anni di lavoro e ancora conti i traguardi.
Il vecchio fa la fila per una medicina,
mentre chi comanda brinda sopra una terrazza illuminata.

Dite: "Fate sacrifici, è un momento difficile",
ma il sacrificio ha sempre il volto della gente umile.
Noi stringiamo la cintura, voi stringete accordi,
noi perdiamo il sonno, voi fate nuovi conti.

''Fight the power, alza la voce,
chi paga il prezzo non può stare in croce.
Fight the power, non siamo numeri,
non siamo voti, non siamo consumi.
Voi fate le regole chiusi nei palazzi,
noi viviamo i problemi tutti i giorni, tutti i cazzi.
Fight the power, fino a quando capirete:
senza la gente, voi non siete niente''.

Disegnate confini sopra una cartina,
poi manda­te ragazzi a combattere la mattina.
Un figlio parte, una madre resta,
voi chiamate "strategia" quello che per strada è una perdita.

Parlate di pace davanti alle telecamere,
poi vendete armi dietro porte blindate.
La guerra ha un costo, ma non lo pagate voi:
lo paga chi perde casa, futuro, padre, figlio e poi.

E mentre discutete chi ha ragione in televisione,
c'è chi cerca lavoro con la luce del telefono.
Un tetto costa troppo, un mutuo è una montagna,
la pensione non basta e la bolletta non perdona.

Scuole che cadono, ospedali pieni,
ma trovate miliardi quando servono altri terreni.
Per la gente: "Non ci sono soldi, bisogna aspettare",
per certe stanze: la firma arriva senza domandare.

''Fight the power, alza la voce,
chi paga il prezzo non può stare in croce.
Fight the power, non siamo numeri,
non siamo voti, non siamo consumi.
Voi fate le regole chiusi nei palazzi,
noi viviamo i problemi tutti i giorni, tutti i cazzi.
Fight the power, fino a quando capirete:
senza la gente, voi non siete niente''.

Non voglio una guerra, voglio vivere in pace.
Non voglio promesse, voglio ciò che ci spetta.
Una casa, un lavoro, una cura quando serve,
un futuro per i figli, non paura nelle vene.

Non siamo poveri perché manca la ricchezza,
siamo poveri quando viene distribuita senza giustizia.
E se la voce del popolo diventa troppo forte,
non la chiudi con un muro, non la chiudi con le porte.

Avete palazzi, macchine, guardie alla porta,
noi abbiamo una vita che ogni mese ci costa.
Avete parole, conferenze, televisione,
noi abbiamo ricevute, debiti e una situazione.

Ci dite "abbiate fiducia", ma la fiducia è finita,
perché ogni promessa arriva sempre già scaduta.
Non serve un altro slogan, non serve un altro show,
serve guardare negli occhi chi non ce la fa più.

Il potere non è eterno, ricordatevelo bene,
nessun trono resta in piedi se la gente non lo sostiene.
La storia cambia strada quando cambia la coscienza,
e la voce di milioni pesa più di una sentenza.

''Fight the power, alza la voce,
chi paga il prezzo non può stare in croce.
Fight the power, non siamo numeri,
non siamo voti, non siamo consumi.
Voi fate le regole chiusi nei palazzi,
noi viviamo i problemi tutti i giorni, tutti i cazzi.
Fight the power, questa voce non si spegne:
quando il popolo si sveglia, nessun palazzo regge''.

Niente odio. Niente paura. Solo verità.
Politici fasulli, almeno non uccidete i fanciulli.
I crimini di guerra e crimini contro l'umanità
saranno puniti quando non avrete più l'immunita...
davanti a Dio non lo decido io...

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