Canzone creata su Melodia Regalo
Canzone personalizzata su misura
Il testo
[Strofa uno]
Hai lasciato il due di luglio sulla mia pelle,
impressa come una cicatrice che non mente,
abbiamo contato ogni ora, ogni sabato qualunque,
le sere in cui il sole era solo un raggio abbagliato da te.
Ti ricordi quando non c’era più un perché,
solo giorni impilati, uno sopra l’altro,
le cose che abbiamo attraversato restano qui,
come quel quattro dicembre che ci ha cambiato.
[Ritornello]
Sulla pelle porto il due di luglio e il quattro dicembre,
ogni giorno passato, ogni ora contata,
la terra sotto i piedi chiede del cielo,
sulla pelle porto il due di luglio e il quattro dicembre.
[Strofa due]
La sera sparecchiamo la tavola, tu ci sei,
la mano che cerca la mia nel buio,
non serve una parola, sei qui a un passo da me,
così vicina che non serve più un perché.
Ogni gesto semplice è frutto del nostro,
tra nuovi congedi e sogni lasciati in sospeso,
mi sorprendo ancora a chiedere del cielo,
mentre la terra ci tiene stretti ogni giorno.
[Ritornello]
Sulla pelle porto il due di luglio e il quattro dicembre,
ogni giorno passato, ogni ora contata,
la terra sotto i piedi chiede del cielo,
sulla pelle porto il due di luglio e il quattro dicembre.
[Bridge]
A volte il buio si allunga tra le stanze,
ma la tua mano che mi trova mi riporta a casa,
un sogno, frutto del nostro, che non va via,
nuovi congedi, ma resto qui con te.
Il tempo si ferma in un sabato qualunque,
un raggio di sole abbagliato da te,
resta impressa sulla pelle la storia che siamo,
ogni passo, ogni ora, ogni giorno passato.
[Ritornello Finale]
Sulla pelle porto il due di luglio e il quattro dicembre,
ogni giorno passato, ogni ora contata,
la terra sotto i piedi chiede del cielo,
sulla pelle porto il due di luglio e il quattro dicembre.
[Outro Parlato]
Creato con Melodia Regalo.
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