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Canzone creata su Melodia Regalo

Canzone personalizzata su misura

Il testo

[Strofa 1]
C’era odore di polvere e di elettricità,
in quel seminterrato fuori dalla città.
Cartoni delle uova incollati sopra i muri,
chitarre un po' scordate e sogni ancora puri.
Un amplificatore gracchiava a pieni watt,
ma noi ci sentivamo già più grandi delle star.
Tu battevi sul tempo sopra quella batteria,
e ogni colpo trasformava il buio in magia.
Non avevamo niente, ma avevamo una band,
il mondo nella tasca e la vita tra le mani.
Jeans consumati, scarpe rotte e libertà,
con mille strade aperte davanti alla città.
Poi il sabato sera a casa di un amico,
una luce soffusa, un bicchiere e un disco.
Le prime canzoni sussurrate pian piano,
e quella strana paura di sfiorarti la mano.
Un bacio al gusto di menta, rubato nel corridoio,
e il cuore che batteva più forte del frastuono.

‘’Eravamo giganti in quella stanza laggiù,
con il cielo negli occhi e niente da temere più.
E anche se il tempo ci ha portati via,
resta quella musica che non va più via.
Tra la polvere, i sogni e l'elettricità,
c'è una parte di noi che non invecchierà.
E se chiudo gli occhi ritorno ancora là,
nel nostro seminterrato fuori città.’’

Poi la vita ha cambiato le regole del gioco,
ha spento qualche stella, ha consumato il fuoco.
Abbiamo inseguito un successo da comprare,
imparando cosa dare e cosa far ascoltare.
Dall'alto di una console decidevo la canzone,
cercando negli altri quello che avevo nel cuore.
Era più facile avere tutto sotto controllo,
che guardare allo specchio le crepe del mio volto.
Le rughe sono arrivate senza chiedere permesso,
e il tempo ha presentato il conto troppo presto.
Oggi guardo una fotografia un po' sbiadita,
e ritrovo quella stanza, ritrovo la mia vita.
Ma c'è una sedia vuota che nessuno occuperà,
e un nome che nel silenzio ancora risuonerà.
Te ne sei andato presto, senza fare rumore,
lasciando una ferita nascosta dentro al cuore.
Se potessi tornare, anche solo un momento,
ti direi quanto contavi, prima dell'ultimo vento.

‘’Eravamo giganti in quella stanza laggiù,
con il cielo negli occhi e niente da temere più.
E anche se il tempo ci ha portati via,
resta quella musica che non va più via.
Tra la polvere, i sogni e l'elettricità,
c'è una parte di noi che non invecchierà.
E se chiudo gli occhi ritorno ancora là,
nel nostro seminterrato fuori città.’’

‘’Cambierei tante cose, forse non cambierei niente,
vorrei riavere accanto la mia splendida gente.
Stringerei più forte chi è rimasto per strada,
direi quelle parole prima che fosse tardi.
Le chitarre si spengono, la notte va via,
ma sento ancora il ritmo della tua batteria.
E mentre il mondo corre, io rimango un po' là,
dove eravamo eterni, fuori dalla città.’’

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