Canzone creata su Melodia Regalo
Canzone personalizzata per GIORNI — così, senza motivo
Il testo
[Male vocal: warm full-bodied chest voice with natural vibrato on every sustained note, deep and enveloping, relaxed open throat, no twang, no nasal or pinched tone, no thin bright edge, no belting. The timbre must stay exactly the same in the chorus, the bridge and the outro as in the verses. Sing one short phrase at a time, with a full close at the end of every line - never rush, never speak-sing.]
[Inizio strumentale venti secondi]
[Parlato uno]
Fumo bianco. Fumo nero.
Guardavo il cielo, sdraiato sul cofano di un'auto.
Pensavo di spaccare il mondo intero.
Invece il mondo ha spaccato il mio fiato.
[Strofa uno]
Fumo bianco, fumo nero,
scorre il cielo sul cofano dell'auto.
Pensavo di spaccare il mondo intero,
ma il mondo mi ha colpito, e non è stato cauto.
Promesse scritte col gesso sull'asfalto,
volevamo tutto, sognavamo il salto.
Senza paracadute, senza una rete,
solo sete di vita, una pazza sete.
I giubbotti di pelle e le tasche vuote,
le canzoni sbagliate, urlate sulle note.
Stonate, ma nostre, marchiate col fuoco,
quando la strada sembrava solo un gioco.
[uno Intermezzo strumentale percussioni acustiche quindici secondi]
[Ritornello uno]
I nostri giorni in fumo, persi nel nulla,
tra le lenzuola di una stanza, fredda e buia.
Dicevano, crescerai, troverai la pace,
ma il tempo sfugge, vola via e poi tace.
Siamo fantasmi, dentro un corpo che invecchia,
con la voce di ieri, che allo specchio si rispecchia.
Oggi quella stessa voce, ancora ci fischia nelle orecchie,
mentre guardiamo scivolare via, le ore vecchie.
Gioventù bruciata, ridotta a un ricordo,
io parlo al passato, ma lui resta sordo.
[Parlato due]
Fumo bianco. Fumo nero.
Guardavo il cielo, sdraiato sul cofano di un'auto.
Pensavo di spaccare il mondo intero.
Invece il mondo ha spaccato il mio fiato.
[Strofa due]
Le cicatrici le porto come medaglie,
ricordo impresso di mille battaglie.
Inseguire chimere sopra una moto,
e riempire un vuoto, con un altro vuoto.
Adesso c'è il silenzio, nei messaggi non letti,
tra i sogni nascosti, che abbiamo sui tetti.
E mi chiedo, se infine ne sia valsa la pena,
di correre sempre con l'anima in piena.
O se eravamo, solo scintille nel buio,
un fuoco fatuo, un lamento muto.
Ma lo rifarei, lo giuro, lo rifarei ancora,
anche se questa notte non porta l'aurora.
[due Intermezzo strumentale percussioni acustiche quindici secondi]
[Ritornello due]
I nostri giorni in fumo, persi nel nulla,
tra le lenzuola di una stanza, fredda e buia.
Dicevano, crescerai, troverai la pace,
ma il tempo sfugge, vola via e poi tace.
Siamo fantasmi, dentro un corpo che invecchia,
con la voce di ieri che allo specchio si rispecchia.
Oggi quella stessa voce, ancora ci fischia nelle orecchie,
mentre guardiamo scivolare via, le ore vecchie.
Gioventù bruciata, ridotta a un ricordo,
io parlo al passato, ma lui resta sordo.
[tre Intermezzo strumentale percussioni acustiche quindici secondi]
[Bridge - Finale]
Giorni in fumo, eravamo fuoco.
Ora è cenere, solo cenere.
Ci sentivamo immortali sui blocchi,
a guardarci dritti, specchiandoci negli occhi.
Dicevamo, non saremo mai come loro,
noi che valiamo, molto più dell'oro.
E invece eccoci qua, col conto da pagare,
e i pezzi di un puzzle, rimasti da rifare.
Senza mai piu' sognare.
[Chiusura strumentale trenta secondi]
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