Canzone creata su Melodia Regalo
Canzone personalizzata per L'ULTIMO — così, senza motivo
Il testo
[Male vocal: warm full-bodied chest voice with natural vibrato present on every sustained note, deep and enveloping, relaxed open throat, NO twang, NO nasal or pinched tone, NO thin bright edge, NO belting. The timbre must stay EXACTLY the same in the chorus, the bridge and the outro as in the verses — never brighten, never thin out, never rise in register. Calm, linear, unstrained throughout.]
[Inizio strumentale venti secondi]
[Parlato]
I vetri tremano sotto la pioggia, la solitudine qui non si poggia.
Camminando dritta lungo la ringhiera, come una sentinella nella bufera.
La radio trasmette una vecchia canzone, distorta dal fango e dalla stazione.
Parla di treni che non tornano indietro, mentre il riflesso sbiadisce sul vetro.
[Strofa uno]
L'alba ha i contorni di una linea di cemento, la terra bagnata respira dentro al vento.
La mia Chevrolet ha il motore che tossisce un po', ma finché c'è strada io di certo non mi fermerò.
Ho scambiato l'orologio per un pieno di benzina, in questa terra che sembra una rampa di collina.
[Ritornello uno]
Vedo la luce dell'ultimo faro prima del confine, dove finiscono le mie colpe e iniziano le spine.
Tra le crepe del parabrezza il cielo si fa chiaro, anche il sapore di questo viaggio sembra meno amaro.
Una marcia scalata e un respiro profondo, per riprendermi il mio pezzo di mondo.
[Parlato]
I vetri tremano sotto la pioggia, la solitudine qui non si poggia.
Camminando dritta lungo la ringhiera, come una sentinella nella bufera.
La radio trasmette una vecchia canzone, distorta dal fango e dalla stazione.
Parla di treni che non tornano indietro, mentre il riflesso sbiadisce sul vetro.
[Strofa due]
I cartelli stradali hanno i nomi cancellati dal tempo, come i vecchi rancori che ho lasciato marcire dentro.
Ho una mappa sul cruscotto con le strade mai battute, un elenco di promesse che sono andate perdute.
Ma la radio si accende da sola su una frequenza fantasma, una voce pulita mi dice che la notte è passata.
[Ritornello due]
Vedo la luce dell'ultimo faro prima del confine, dove finiscono le mie colpe e iniziano le spine.
Tra le crepe del parabrezza il cielo si fa chiaro, anche il sapore di questo viaggio sembra meno amaro.
Una marcia scalata e un respiro profondo, per riprendermi il mio pezzo di mondo.
[Bridge]
E non importa se i fari adesso tremano un po', io non ho più paura di quello che non so.
La polvere alle spalle è diventata fango d'oro, il silenzio del mattino è il mio unico tesoro.
Ma accendo un’altra sigaretta per non pensare, c’è tutto un oceano da dover dimenticare.
L’ultimo faro prima del confine è una strada d’asfalto che corre senza fine.
[Finale]
Il confine è soltanto una linea mentale, un graffio profondo che continua a bruciare.
Ma finché la lampada continua a girare, c'è ancora qualcosa che posso salvare.
Oltre lo scoglio il buio è totale, un vuoto immenso che fa respirare.
L’ultimo faro prima del confine mi guarda crollare, mentre l’orizzonte si confonde con il mare.
Il motore si stabilizza, la linea bianca finisce, mentre l’asfalto scuro sotto i fari sparisce.
[Chiusura strumentale trenta secondi]
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