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Canzone creata su Melodia Regalo

Canzone personalizzata su misura

Il testo

[Strofa 1]
Avevo tre anni: l'ultimo abbraccio
e per cinquantasette anni l'ho portato con me.
Non ho smesso di contare, uno a uno, quei giorni.
Il venti agosto duemilaventicinque ti ho ritrovato,
in macchina, sotto la pioggia, senza sapere cosa dire.
Ti ho guardato come quando ero piccolo,
e tu sei rimasto calmo, come sempre.
Papà, non c'era bisogno di parole quel pomeriggio.

[Ritornello]
Papà, grazie per la calma e per la forza,
per la mano che mi hai dato senza chiedere niente.
Non te l'ho mai detto, ma sei stato paziente,
e adesso lo dico ad alta voce.

[Strofa 2]
Mi hai insegnato a fermarmi davanti a un quadro,
a guardare il colore prima del nome.
La tua passione per l'arte me l'hai trasmessa tu,
e ogni volta che la sento, sento te.
Sei stato affettuoso, sei stato buono, e lo sei sempre stato,
anche quando non ti ringraziavo.
Oggi lo faccio, papà, con la voce che ho,
perché sei tu la prima cosa buona che ricordo.

[Ritornello]
Papà, grazie per la calma e per la forza,
per la mano che mi hai dato senza chiedere niente.
Non te l'ho mai detto, ma sei stato paziente,
e adesso lo dico ad alta voce.

[Bridge]
Cosa si fa con cinquantasette anni?
Si contano, si perdonano, si ricominciano.
Io non so raccontare tutto quello che è stato,
ma so che il tempo non ha cancellato la tua voce.
Se mi hai aspettato tu, ti ho aspettato anch'io,
e adesso siamo qui, nella stessa macchina, sotto la pioggia.
Ci siamo ritrovati con le mani ancora vuote.
Non serve altro, papà, basta questo momento.

[Ritornello Finale]
Papà, grazie per la calma e per la forza,
per la mano che mi hai dato senza chiedere niente.
Non te l'ho mai detto, ma sei stato paziente,
e adesso lo dico ad alta voce, più forte di prima.

[Outro Parlato]
Creato con Melodia Regalo.

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